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Attivo regionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Terziario e del Turismo

ATTIVO REGIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL TERZIARIO E DEL TURISMO

In Veneto oltre 500.000 lavoratrici e lavoratori del terziario e del turismo attendono i rinnovi dei Contratti nazionali scaduti: l’attivo regionale a Zelarino (Venezia) ha aperto il percorso verso lo sciopero del 22 dicembre.

Sono circa 500.000 le lavoratrici e i lavoratori veneti del commercio, della distribuzione, della ristorazione collettiva e commerciale e della filiera del turismo che attendono i rinnovi dei Contratti nazionali scaduti tra il 2018 e il 2022.

Oggi si è discusso della necessità di denunciare, attraverso lo sciopero del 22 dicembre, lo stallo delle trattative per il rinnovo dei contratti e l’ormai insostenibile situazione di precarietà in cui versano le lavoratrici e i lavoratori del terziario e del turismo. Settori che, ricordiamo, hanno registrato una forte ripresa e un aumento dei fatturati, mantenendo tuttavia gli stessi stipendi di oltre 5 anni fa e ingenti sacche di lavoro nero e grigio, privo di qualsiasi tutela.

“Quello del turismo rimane un settore in cui c’è il 50% e oltre di lavoro ‘grigio’: si viene assunti, in media, per 20 ore settimanali ma si lavora anche per 50 ore – dichiara Cecilia de’ Pantz (segretaria generale Filcams Cgil Veneto) –. Questo provoca disamore per questo settore: le persone vanno via, i giovani vanno all’estero per fare le stesse mansioni, ma con uno stipendio più dignitoso e maggior stabilità”.

“C’è stata una stagione pienissima negli alberghi di Venezia, Jesolo, Eraclea e Caorle – aggiunge Giovanni Battista Comiati (segretario generale Fisascat Cisl Veneto). Riteniamo urgente che ai lavoratori venga dato il giusto merito e si rinnovi finalmente questo contratto. Gli stipendi sono rimasti fermi, ma l’inflazione si è mangiata tutto”.

“È necessario anche prevedere – sottolinea Luigino Boscaro (segretario generale Uiltucs Veneto) – un percorso sulla sicurezza sul lavoro, che va garantito anche in questi settori, perché il diritto alla salute deve diventare irrinunciabile per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori”.

Non è solo il turismo a vivere questi problemi, ma anche i dipendenti del terziario, settore che soffre – per esempio – di molto più part time involontario e sul quale le parti datoriali pretendono di scambiare l’aumento di salario con la diminuzione dei diritti. Uno scambio che i sindacati considerano inaccettabile e chiedono nuovamente il recupero pieno dell’inflazione e tempi brevi di rinnovo dei contratti.